mercoledì 5 luglio 2017





(Alba del 3 luglio 2017)



INCONTRI 


Troviamo uno sguardo

che ci chiede

silenzioso

un pò d'aiuto

Ma l'incalzare del tempo

non ci dà la voglia

di tendere la mano

o solamente

di ricambiare quello sguardo

Tante anime sole

scappate da povertà

e guerra

per rincorrere un sogno

di una vita dignitosa

Sono anime tristi

facili prede

di lavori senza dignità

Sono facce colorate

di ogni razza

e ogni dove

che ancora ci ostiniamo

sbagliando

a considerare estranee

al nostro vivere quotidiano

Dimenticando valori

e sentimenti di fratellanza

e chiudendo gli occhi su ciò

che non ci piace e

rinnegando la nostra coscienza



lunedì 5 giugno 2017





La città dall'alto e da lontano sembrava quasi un modellino, di quelli che si vedono negli studi degli architetti famosi.
Piano piano, scendendo sempre di più, ci ritroviamo sulla strada a due corsie, immersa nei riflessi delle finestre dei grandi grattacieli.
Ad un tratto da molto vicino una forte esplosione rimbomba tra i marciapiedi, poco più in su dallo squarcio nel muro, esce fuori un uomo alto massiccio, vestito di nero, con un passamontagna e uno spolverino in pelle del medesimo colore.
Tiene un borsone a tracolla, da dove escono delle banconote.
I suoi​ occhi non possiamo vederli, ha una specie di occhiali scuri simili a quelli di quando si va in piscina.
In una mano tiene una mitragliatrice.
Davanti a lui stanno arrivando quattro macchine della polizia a sirene spiegate.
Una macchina sportiva nera gli parcheggia davanti e lui sparando contro i poliziotti salta su e scappa.
Gli sbirri si preparano ad un rocambolesco inseguimento e corrono via anche loro.
Dall'esplosione, alla sgommata delle ruote delle macchine e al rumore degli spari sono passati solo una manciata di secondi...
Adesso tutto tace.
Vorrei tanto dirvi che adesso stó guidando quella macchina sportiva e stó maledicendo gli sbirri che mi stanno alle calcagna, vorrei dirvi di essere uno di quei poliziotti carichi di adrenalina, per via della sparatoria che andranno a intraprendere pensando al loro pessimo salario e alla figlia che li aspetta a casa.
Mi accontenterei anche di essere uno degli ostaggi della banca appena rapinata...
Ma non posso. Io sono quell'uomo in fondo ai confini della pellicola, che adesso stá camminando ignaro di tutto quello che è successo, per dir la verità io devo far finta.
Perché io sono una comparsa.
Ma non una di quelle comparse che sono al centro della scena, io sono una comparsa che deve stare sul grande schermo per riempire la scena.
Di quelle che camminano o fanno i fatti loro.
Che stanno all'inizio di un film quando c'è la panoramica della città in cui è ambientato.
Avete presente quando vedete una pellicola dell'orrore, di un thriller, di un poliziesco o di un disaster movie e poco prima di una scena adrenalinica vedete la città nel suo grande splendore e prima di un qualsiasi disastro, vedete quelle persone distanti dalla storia, che non c'entrano niente e in cuor vostro dite a voi stessi:
"Io voglio essere quello che porta a spasso il cane a centinaia di metri lontano, tranquillo che tanto non gli succede niente."
Bè io no...
Avete idea di cosa vuole dire vivere una vita piatta tutti i giorni uguale?
In un mondo dove ne succedono di tutti i colori? Ma non a voi ma sempre distante?
Ve lo dico io cosa si prova... è un incubo...
La mia giornata tipo è così.
Mi sveglio la mattina alle 7.
Guardo fuori dalla finestra e lontano vedo sempre o un'astronave aliena che sta' distruggendo tutto o un mostro gigante che scaglia palazzi lontano, urla, sgomento e nei miei quartieri calma piatta come sempre...
Poi esco di casa e per strada una o due volte passo davanti a una scena di incidenti o sparatorie con un bel tipo e una bella ragazza che si baciano e davanti a loro, una carrellata di scritte che partono dal basso e vanno verso l'alto per poi sparire nel nulla.
Nell'atrio del palazzo dove è situato l'ufficio dove lavoro, tutti i giorni una scena del crimine, con tanta gente in torno e con detective privati che fanno domande a destra e a manca.
Mai che ne abbiano fatta una a me.
Una volta a uno di quelli che portava degli occhiali scuri ho provato a parlare ma niente.
Neanche mi aveva visto.
Oggi in ufficio ho scoperto che ieri sera un elicottero apache aveva fatto irruzione al piano di sopra e un poliziotto mezzo uomo mezzo macchina era riuscito a distruggerlo.
Da dove sono io riesco a malapena a vedere i vetri rotti.
E la mattina va avanti così, dalla mia finestra vedo azione, gente che corre, dinosauri per la città ed io sono qui e voi potete solo vedermi come un ombra lontana che si sporge a malapena da una finestra.
All'ora di pranzo tutti a mensa, ma oggi non mi va, mi va un hot dog dal carrellino qui sotto fuori. Tanto cosa deve succedermi? Se deve succedere qualcosa sicuramente capiterà in sala mensa.
Mentre mangio di fianco a me vedo una ragazza, bellissima, stupenda....una comparsa come me.
La seguo, ma è sempre più lontana, come se fosse alla fine di un corridoio che stà diventando sempre​ più piccolo.
Dopo un po' ci rinuncio, che non vogliano che parliamo neanche tra di noi?
Ritorno in ufficio mentre poco più lontano da me vedo un uomo in calzamaglia rossa e blu sparare dei fili dai polsi attaccato a un muro ad un'uomo vestito di verde su un aliante a propulsione.
"Beati loro..."
Penso tra me e me.
Ritorno in ufficio e dalla finestra vedo la ragazza di prima sul vicolo sotto che stá subendo una rapina.
"È più che una comparsa allora!"
Sono dieci piani sopra di loro ed il rapinatore è proprio sotto di me.
Non che l'idea mi aggradi, ma concludere una vita piatta con un gesto adrenalinico sarebbe proprio una bella uscita di scena.
Apro la finestra.
Mi butto.
Mi stó schiantando sopra il malvivente...
Oggi sarò il protagonista!
Fermo immagine, la pellicola esce...
Si blocca tutto.
Mi sveglio nel mio letto.
Sono una comparsa...non posso scegliere come vivere e nemmeno come morire.

(di Mantoni Umberto)



Voglio condividere con voi una storia scritta da mio nipote Umberto. Ne ha scritte tante e alcune me le ha fatte leggere, questa mi piace particolarmente...
Ad agosto, qui a Senigallia, ci sarà la presentazione del suo primo libro con un padrino d'eccezione:
Carlo Lucarelli. 


domenica 14 maggio 2017


AUGURI... TRA FIORI E NUVOLE


AUGURI A TUTTE LE MAMME:A QUELLE CHE AMANO   SENZA RISERVE


A QUELLE CHE SBAGLIANO...PER TROPPO AMORE
A QUELLE MADRI CHE LOTTANO OGNI GIORNO PER DIFENDERE I DIRITTI DEI PROPRI FIGLI

ALLE MAMME CHE SOGNANO UN FUTURO RADIOSO PER LORO..MALGRADO TUTTO

AUGURI ALLE MADRI SEMPRE PRONTE A PERDONARE
E A QUELLE CHE SANNO DIRE DI NO
A QUELLE CHE SORRIDONO  NASCONDENDO LE LACRIME

E AUGURI ANCHE A QUELLE MADRI CHE NON SONO ANCORA PRONTE AD ESSSERLO

A QUELLE CHE NON NON POSSONO ESSERLO...MA CHE SANNO ESSERE MADRI IN TANTI ALTRI MODI

BUONA FESTA DELLA MAMMA A TUTTI COLORO CHE HANNO AVUTO UNA MAMMA SPECIALE
PERCHE' TUTTE LE MAMME SANNO ESSERLO PER I PROPRI FIGLI


mercoledì 3 maggio 2017




1°Maggio 2017

 
Tagliatelle al sugo di salsiccia e funghi
 

Pizza col formaggio o Pizza di Pasqua
 


Gallinella nana


 Un carciofino





L'orto di mio fratello Giorgio

Io e mia sorella Rosella



Rose e fiori



ancora orto



Mio fratello Giorgio e mia sorella Ivana





 


sabato 8 aprile 2017







Pace



Ho poco tempo

per cambiare

il futuro

non ci sarò domani

ma le mie idee

saranno un piccolo mattone

di una città nuova

dove si potrà volare

da un sogno all'altro

planando dolcemente

dove l'amore

e la ragione

regneranno senza problemi

Ho poco tempo e poca vita

da spendere sulla strada

l'odio e l'arroganza

mi temono

e mi vomitano addosso

tutta la paura

travestita da

bombardamenti e pallottole

Come se fossi armata

con le mie mani alzate

a pretendere solo

un pò di dignità.

Ho poco tempo....

ma  basterà a chi

continuerà il mio sogno...

martedì 21 marzo 2017

Primavera
***************

Mi risveglio
dal lungo inverno
e mi stupisco ancora
ad ammirar i prati verdi punteggiati
dai petali bianchi di margherite
****************
Alzo lo sguardo
e il cielo è più azzurro
gli alberi son vestiti di fiori
il vento è una brezza leggera
*******************
Mi vien voglia di correre
come quando ero bambina
e nulla intaccava la mia ingenuità
******************
La Primavera sa regalare l'illusione
che tutto rinasca
che tutto possa essere semplice
che tutto cambi
e che tutto e tutti
possano essere migliori.





martedì 7 marzo 2017




Ho stirato,
ho spolverato,
ho cucinato
ho pulito pavimenti e vetri
ho accudito anziani e bimbi


Ho sorriso spesso,
ho pianto poco e di nascosto
ho risparmiato centesimi
per far quadrare il bilancio


Ho anche lavorato fuori casa:
in fabbriche.
negozi,
uffici,
scuole

ospedali
campagne e strade


 E ho sempre sperato,
un giorno,
di fare qualcsa di grande.
senza accorgermi che...


Qualcosa di grande
l'avevo già fatto e
qualcosa di grande è già
il semplice fatto di essere Donna.