sabato 24 dicembre 2016

BUON NATALE







NATALE 2011


E anche oggi che è Natale
mi specchio nei tuoi occhi
E anche se son occhi stanchi
ci trovo , 
come sempre,
la speranza e la forza
per andare avanti
La tua voce  è musica
e la tua mano fresca
lenisce le mie ferite..
******************

Buon Natale al sole
che malgrado noi continua a sorgere
Buon Natale alla Luna
che accoglie ancora
i nostri sospiri e i nostri desideri
Buon Natale alla Terra
che resiste ai soprusi dell'Uomo

Buon Natale a chi soffre
a chi assiste i malati
a chi lavora per pochi euro
a chi dimentica le ingiustizie subite
a chi sorride per non piangere
a chi arranca ma non cede
a chi cede per un po' e poi si rialza
a chi impreca e poi chiede perdono
a chi , malgrado tutto,
continua a vivere.

mercoledì 7 dicembre 2016

3 DICEMBRE 20016
Io e la mia amica Patrizia al concerto di Renato Zero a Pesaro

giovedì 1 dicembre 2016









Quando il silenzio
prende il posto delle parole
fa ancora più rumore
è come un boato
che esplode e
 riecheggia dentro
 ogni singolo minuto
della propria vita
Si vorrebbe gridare
ma è troppo tardi
perchè
il tempo delle rivalse
è scaduto
insieme ai giorni
pieni di speranza
Anche le ragioni
sono sbiadite
sembrano quasi colpe
anche se non lo sono mai state
E intorno solo i sorrisi cinici
 e le grida
di chi le tue ragioni
le ha calpestate.

domenica 20 novembre 2016




 "Baratttolino al cioccolato"
(20 novembre 2016)



UN (MIO)GIORNO COME TANTI


Mi son persa nel traffico
di un giorno di pioggia
intrappolata a pensare
a stranezze
e a quelle parole
mai dimenticate
e poi ho sorriso
mio malgrado
come se le gocce
sui vetri riflettessero
i raggi di un sole
capace di riscaldare il mio cuore
Mi sono persa
tra le corsie di un supermercato
ad ammirare biscotti e cioccolata
dimenticando ciò che dovevo comperare
veramente
Non so con precisione
come sono arrivata a casa
ma ci sono arrivata
e mio figlio sorridendo
mi ha chiesto:
tutto bene mamma?
Si tutto bene
ho risposto
ritorando alla realtà.

mercoledì 2 novembre 2016

(Alba  del 2 Novembre 2016)



RIBELLI


E' il vento dei ribelli

quelli delle file scomposte

ma sempre pronti a rispettarle

quelli che sanno dire no 

ai sorrisi di circostanza

e alle parole recitate da copione

Quelli che se gli pesti i piedi

possono anche accettare le scuse 

ma non dimenticano 

Ribelli dentro

che fuori dalle righe si trovano così bene

che riescono a inventare un percorso tutto loro

Ribelli che vorrebbero solo un po' di giustizia e

che pretendono solo ciò 

che riescono a dare

ma quello che danno

è davvero un tesoro
per l'intera umanità. 




Panini allo zafferano 
(preparati e sfornati pochi minuti fa...oh, sono ribelli anche
loro, ce ne fosse uno uguale!...si vede che li ho fatti io :-) )



Oggi, domenica 6 novembre, stavo cercando delle foto
e non le ho trovate, disordinata come sono... ho trovato invece questa foto risalente al 1968
Era il giorno del matrimonio di mia sorella Rosella, io e il nipotino  di
mio cognato Adriano eravamo i paggetti che accompagnavano gli sposi.
Che piccoli!!!
Voglio tornà bambina!!!!





11 novembre 2016 - "Stoccafisso con patate e pomodorini"
cucinato da mio fratello.




"La SuperLuna" (14 novembre 2016)



giovedì 13 ottobre 2016


Come se fosse l'Eternità


Una giornata d'autunno
ero seduta sulla spiaggia
a respirar aria e salsedine
a pieni polmoni
Il mare  era calmo
eppur si intravedeva
tra la piatta distesa
grigio-azzurra
il ricordo
di tumultuosi cavalloni
di spuma grigia di detriti
di onde torbide
e nemiche


Come la vita
che un attimo
sembra darti
respiro e appagamento
ma sai che tra un mese,
un giorno, un'ora
o forse un minuto
ti risbatterà in faccia
con impeto e violenza
la sua fatica, le sue privazioni,
le sue lotte,
le sue mille pretese,
le sue ciniche offese


Eppure sono rimasta
a fissare,
la piatta distesa d'acqua
azzurra e malinconica,
in estasi
in pace
in completa libertà


Come se,
quell'attimo,
fosse l'eternità.

giovedì 29 settembre 2016

LE CRONACHE DEL BECCAMORTO POVERO


 Umberto MantoniE’ molto particolare, il momento in cui una persona, parente, buon amico, viene a mancare. In quell’istante, anche il cielo sopra di noi si ferma e tutto quello che succede dopo, è come un lungo giorno che non ha mai fine. Noi siamo lì, circondati da persone che conosciamo a darci conforto e altre, che non conosciamo, che narrano le gesta del nostro Amato che non vi è più, nella sua vita.
In questo periodo, la nostra unica occupazione, deve essere solamente, pensare ed aspettare. Aspettare il momento in cui parteciperemo al suo ultimo viaggio, e tutto quanto dovrà essere svolto, secondo i suoi desideri e nella più completa dignità.

Ma come? E chi? Potrebbe togliere la dignità a un morto? Negli ultimi anni, le leggi e le normative di chi dirige tutto quanto, in questa città, ce la stà mettendo tutta per farlo. Immaginate, una città, abbastanza popolata come la nostra. Ora immaginate che purtroppo, qualcuno a cui tenete, esali il suo ultimo respiro nel letto di casa. Alcuni, per quanto riguarda la veglia funebre, si sentono più in sollievo a farla tra le mura domestiche.

Ma per altri non è così, forse perché magari il periodo è quello estivo, dove la temperatura arriva anche a trenta gradi nel nostro territorio, oppure perché, qualcuno non gradisce che nella propria abitazione, si crei una processione infinita di persone, per l’ultimo saluto. Altri non vogliono convivere con il triste ricordo, che, la persona a cui tenevano, passasse gli ultimi giorni in questa terra nella propria camera da letto, sarebbe molto difficile poi, ritornare in quella stanza senza sentire un vuoto dentro.

Allora come si fa? Poco tempo fa, come tutt’ora, è disponibile la camera mortuaria del cimitero, la quale, è stata dotata, di tutti i mezzi possibili, dico possibili, perché non è molto grande e il responsabile, ha fatto un gran bel lavoro con i pochi mezzi che aveva a disposizione. Infatti, vi è solo un posto per il monitoraggio delle salme prima dell’allestimento della camera ardente. Ma se nel momento in cui dobbiamo portare il nostro caro in quel posto, ce ne fosse un altro ad occupare la cappellina, come facciamo? Non si potrebbe portare, e allora? Come dicevo, fino a poco tempo fa, chi comandava, in questo caso, ci dava la grazia di poterlo accompagnare all’obitorio dell’ospedale.

E adesso? Adesso non è più così, adesso se il cimitero fosse occupato, che si sa, purtroppo, non si muore uno alla volta. Se fosse occupato, l’ospedale è blindato, non si entra e non si può nemmeno uscire. Pensiamo che ci sono quelli che abitano nei comuni lontani a cui piacerebbe, portare il loro caro a casa, per la veglia funebre, invece di prendere la macchina tutte le mattine e farsi quasi trenta chilometri, fino al giorno del funerale. Nella  nostra città, invece, lo dobbiamo tenere a casa e se proprio non avessimo questa possibilità, LORO ci consigliano, di portarlo all’ospedale di Torrette, molto comodo. Ma perché non possiamo portarlo all’obitorio dell’ospedale della nostra città? Ci dicono che non è a norma, a detta loro, mancano delle cose, tra cui, dei campanelli, che, nel monitoraggio della salma, prima dell’accertamento di morte e allestimento della camera ardente, rivelerebbero dei possibili movimenti delle salme.

Io non lo so, quanto possano costare questi “campanelli”, al cimitero hanno istallato dei rilevatori di movimento, per esempio, rendendolo a norma. Forse questi “signori” nelle loro case, i LORO ospiti, al loro arrivo si fanno annunciare e non hanno bisogno di suonare niente. Ma vi assicuro che non costano così tanto. Ci dicono che il problema è molto più complesso e l’obitorio dell’ospedale rimane inadatto a ricevere salme esterne per problemi logistici. Poi, mi guardo in giro e vedo, che poco più a un chilometro di distanza, c’è un posto adibito per queste cose, che vagamente, ma è solo una mia impressione, sembra quasi una vecchia rimessa per le biciclette. In quel caso dove sono gli elementi a norma? Quali sono? E soprattutto, dov’è il campanello? E’ forse il crocefisso appeso, a fungere da segnalatore di movimento? In questo caso, grideremo al miracolo.

Poi prendo la macchina, faccio un giro all’interno e vedo, garage, sotto scala, dove nessuno dice niente, dove forse è rimasto il rispetto che qui non abbiamo più. Forse non sono le cose a non essere a norma, sono i LORO interessi a non esserlo, perché i turni, non ci sono più da tanto tempo, ma “qualcuno” continua a consigliare la ditta di turno, quello non è a norma, ma va bene lo stesso, perché magari ci mangiamo un po’ sopra, ma sono solo miei pensieri, sicuramente mi sbaglio, a pensar male è peccato. Non lo so, non ho una risposta. E’ certo, che quando verrà a mancare uno di LORO, o una persona “importante”, allora sicuramente, come già successo, ci saranno permessi speciali e dove noi troveremo porte chiuse, a LORO stenderanno anche il tappeto rosso, spazzando via la teoria della “Livella” del Signor Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi de Curtis di Bisanzio in arte Totò, creando morti di seria A e quelli di serie B.

Un bacio e un saluto a tutti.

Di Umberto Mantoni


Voglio condividere questo articolo scritto da mio nipote Umberto (che ha un'impresa di pompe funebri) anche se, so bene, che parlare di funerali e tutto ciò concerne la morte non sia proprio un argomento "allegro", però anche intorno al mondo delle pompe funebri  esistono problemi e scorrettezze che non vanno sottovalutati e, soprattutto, taciuti.